Milan,
23
Ottobre
2014
|
10:00
Europe/Amsterdam

Il trend crescente dell’occupazione in alcune citta’europee minori potrebbe attrarre gli investitori

Riepilogo

- Bologna fra le città medie europee analizzate presenta le migliori prospettive di crescita occupazionale che potrebbero renderla interessante per gli investitoriin cerca di nuove opportunità

- I mercati consolidati continuano ad offrire rendimenti interessanti ma è in atto il repricing che potrebbe spingere gli investitori a cercare altre opportunità

Da un’analisi di CBRE, emerge che esistono delle opportunità d’investimento in Europa anche in mercati minori.

Bologna si attesta al primo posto nella classifica europea delle città più attraenti, seguita da Malaga (Spagna), Edimburgo (Regno Unito), Norimberga (Germania) M25 North e Cambridge (Regno Unito); mentre la seconda città italiana, Torino, si trova all’ottavo posto in classifica.

Alessandro Mazzanti, CEO - CBRE Italia
Bologna ha due grandi vantaggi competitivi mai sfruttati completamente: una posizione geografica che ne fa uno snodo logistico fondamentale ed una popolazione di 80.000 studenti universitari, di cui l’80% è fuori sede, per la quale non esiste un’offerta ricettiva adeguata. Ciò potrebbe far rientrare la città nel mirino dei grandi progetti di student housing e quindi nel radar di investitori che guarda a questo particolare segmento di mercato. Anche il settore retail – sia negozi urbani che centri e parchi commerciali – si conferma interessante, come evidenziato da recenti investimenti come l’acquisizione del parco commerciale Meraville, l’acquisto di due immobili a destinazione residenziale e commerciale da parte di Torre sgr nel centro di Bologna e l’interesse in corso per l’acquisizione del negozio di Apple.
Alessandro Mazzanti, CEO - CBRE Italia

In un momento di mercato caratterizzato dalla progressiva riduzione dell’offerta nei grandi mercati core come Londra e alcune città tedesche, e da un rapido adeguamento dei prezzi nei cosiddetti recovering markets (mercati in ripresa) come la Spagna e l’Irlanda, gli investitori potrebbero iniziare a considerare alcune città europee minori come mercati in cui investire. L’analisi ha evidenziato, infatti, che alcune città europee presentano dei fondamentali solidi da cui gli investitori potrebbero beneficiare nel futuro, soprattutto come effetto di una crescita attesa dell’occupazione.

È questo il caso delle città di medie dimensioni, che hanno una base occupazionale minima di 90.000 unità riferita ad attività legate al settore degli uffici. Tali città, nonostante la scarsa disponibilità di dati sul mercato immobiliare rispetto ai prime market e la minore trasparenza hanno mostrato delle tendenze interessanti sui mercati occupazionali. In particolare:

• una crescita dell’occupazione durante il periodo 2009-2013

• una concentrazione dell’attività economica in settori per i quali è prevista una futura espansione – in particolare nei settori dei servizi ad alta intensità di conoscenza e della produzione high-tech.

 

Sicuramente investire in questi mercati significa assumere dei rischi maggiori, oltre alla necessità di aumentare le attività di due diligence sul mercato locale e sul tipo di immobile. Nonostante ciò, le aspettative di crescita dell’occupazione possono offrire un’opportunità di ottenere interessanti ritorni futuri.

Note:
1. Bologna, Italia (popolazione al 31dicembre 2012 – 384.038) – Bologna è la settima città italiana per popolazione, oltre che un importante nodo ferroviario e autostradale. La città è un primario centro industriale, diversificato nei settori agricolo, meccanico, automobilistico, calzaturiero, tessile, ingegneristico, chimico, della stampa e dell’editoria. Tra le principali aziende presenti si annovera Lamborghini, che a febbraio 2014 contava 1029 dipendenti nella sede centrale di Bologna, con una crescita del 61% negli ultimi dieci anni e 300 nuovi dipendenti assunti dal 2011.

Bologna è inoltre sede di una delle più rinomate università italiane, l’Università di Bologna, beneficiaria della maggior parte dei contributi del Programma di finanziamento di ricerca dell’Unione Europea, FP7, che mira a garantire la competitività dell’Europa e a mantenere la leadership nell’economia globale del sapere. Tra il 2009 e il 2013 l’occupazione a Bologna è cresciuta del 2%, a fronte di una media del -0,8% su tutto il territorio italiano.

2. Malaga, Spagna – Malaga è la quarta maggiore città spagnola. La crescita di tipologie di impiego a contenuto tecnologico all’interno del Parco Tecnologico dell’Andalusia e della più estesa Malaga Valley ha sostenuto una crescita dell’occupazione dello 0,3% durante la recessione, a dispetto di un contesto macroeconomico estremamente sfavorevole. Nello stesso periodo l’occupazione in Spagna è scesa del 3,5%.

A Malaga si trovano la principali banche dell’Andalusia, Unicaja, la Banca Europea per la Finanza, la compagnia aerea Helitt, le imprese edili Sando e Vera, la controllata del Gruppo Vertex, Ubago, e altre multinazionali quali Pernod Ricard Spain e San Miguel. Ad agosto 2014 Malaga ha registrato per il sesto mese consecutivo un miglioramento dei dati relativi all’occupazione, trainato dall’industria dei servizi.

3. Edimburgo, Regno Unito (popolazione nel 2011 – 476.600) – Il tasso di crescita dell’occupazione riferita al settore uffici nella capitale della Scozia è cresciuta durante la recessione, nonostante i numerosi tagli nel settore bancario e finanziario. Tra il 2010 e il 2012 sono stati creati 23.100 posti nel settore privato (+11%), in risposta ad una riduzione del 3,5% (3.330 unità) nel settore pubblico*, dato che fa di Edimburgo il secondo centro del Regno Unito in termini di crescita dell’occupazione. Tra il 2009 e il 2013 l’occupazione a Edimburgo è aumentata del 2,6% a fronte di una media del -0,1% in tutto il Regno Unito.

*Fonte: Centre for Cities

4. Norimberga, Germania (popolazione nel 2011 – 510.602) – Norimberga è un importante centro industriale con una solida reputazione nei mercati dell’Europa centrale e orientale. È famosa per essere la città dove hanno sede Siemens e MAN, ma è anche un centro in crescita per le aziende di tecnologia medica, ricerca di mercato (circa un terzo delle agenzie di ricerca di mercato ha sede qui) e video game. A Norimberga ospita ogni anno la più grande fiera del giocattolo a livello mondiale e diverse conferenze specialistiche in ambito high-tech. Tra il 2009 e il 2013 l’occupazione è cresciuta del 2,8%, a fronte di una media del -0,7% su tutto il territorio tedesco.
 

5. M25 North e Cambridge, Regno Unito – Non una città vera e propria, ma un agglomerato in espansione che si estende da Londra, a sud, fino al centro universitario e tecnologico di Cambridge a nord, allargandosi verso l’Essex a est. Da qualche tempo, questa parte dell’Inghilterra sudorientale sta superando in termini di crescita i tradizionali agglomerati extra urbani della Valle del Tamigi. Tra il 2009 e il 2013 l’occupazione in questa regione è cresciuta dell’1,5%, a fronte di una media del -0,1% in tutto il Regno Unito. Nel 2013, il 25% degli occupati a Cambridge lavorava nel settore dell’istruzione (Fonte: ONS).



La Top 10 al completo:
1. Bologna, Italia
2. Malaga, Spagna
3. Edimburgo, Regno Unito
4. Norimberga, Germania
5. M25 North e Cambridge, Regno Unito
6. Tolosa, Francia
7. Hauts-de-Seine, Francia
8. Torino, Italia
9. Karlsruhe, Germania
10. Colonia, Germania