Milan,
06
Marzo
2015
|
11:00
Europe/Amsterdam

IL BENESSERE SUL LUOGO DI LAVORO È UNA PRIORITÀ PER LE AZIENDE

Capacità di attrarre e trattenere i dipendenti insieme ad un ambiente migliore che favorisca la produttività: ecco i nuovi driver della strategia di workplace delle grandi Corporate

Un buon ambiente di lavoro e la soddisfazione del dipendente stanno assumendo un ruolo prioritario nell’agenda delle aziende che attribuiscono sempre più importanza ai bisogni dei propri dipendenti quando devono scegliere la propria strategia immobiliare. Ciò è quanto emerge dall’ultima European Occupier Survey indagine annuale condotta da CBRE, leader al mondo nella consulenza immobiliare, su un panel di Corporate globali*.

L'indagine, giunta alla sua quinta edizione, indaga driver e tendenze delle principali Corporate in merito alle scelte localizzative e immobiliari. Uno dei principali risultati emersi dall’analisi è che una strategia di workplace efficace, che metta al primo posto le esigenze delle persone che lavorano negli uffici, sta assumendo un’ importanza sempre maggiore. Si tratta di un grande cambiamento rispetto all’inizio della crisi, quando il principale driver di ogni strategia era il contenimento dei costi, spesso ottenuto con decisioni drastiche, che hanno aumentato la distanza tra le aziende e i propri dipendenti. Oggi, le aziende riconoscono che alcuni fattori non possono essere gestiti separatamente gli uni dagli altri, come si evince dalle risposte di un terzo degli intervistati (33% rispetto al 21% dello scorso anno), che indicano la carenza di risorse e di competenze fra le principali sfide da affrontare per il business.

La presenza di forza lavoro qualificata ha influito in modo significativo sulle scelte di localizzazione delle aziende. Ad esempio, circa la metà degli intervistati (46%) ha indicato la disponibilità di talenti tra i fattori chiave che guidano tali scelte, mentre per il 30% è stato il costo del lavoro il fattore fondamentale. Entrambe le risposte hanno comunque registrato un incremento del 10% rispetto allo scorso anno.

In risposta a queste nuove esigenze, l’interesse nell’adottare strategie di workplace continua a crescere. I due terzi degli intervistati (67%) hanno riferito che la loro strategia di workplace è stata guidata principalmente dalla necessità di attrarre e trattenere i propri talenti. Questo dato è in crescita del 20% rispetto allo scorso anno (48%) e fa scendere dal primo al terzo posto il contenimento dei costi (dal 56% nel 2013 al 43% di oggi) quale principale motivazione della decisione sulla localizzazione. Il secondo motivo alla base di una strategia di workplace è il desiderio di aumentare la produttività dei dipendenti, passato dal 37% al 46%.

Infine, luoghi di lavoro accoglienti, che offrono spazi di qualità e sono facilmente accessibili con i mezzi di trasporto, sono sempre più ricercati dalle aziende, il 65% delle quali indica proprio questi quali fattori fondamentali per scegliere un immobile e per attrarre le giovani generazioni. Ciò conferma la crescente attenzione rivolta alla soddisfazione dei dipendenti e all’impatto che questa ha sul processo decisionale.

Marcello Panizzutti, Head of Project Management - CBRE Italia
Il metodo di lavoro è cambiato e le esigenze degli utilizzatori si riflettono sempre di più in ambienti di lavoro "smart" e " dinamici" ma anche familiari dove l’interazione rappresenta la chiave del successo dell’azienda. Questo non significa abbandonare il tradizionale spazio con scrivanie ma piuttosto aumentare gli spazi di networking con l’espressa volontà di rendere il posto di lavoro un benefit che l’azienda mette a disposizione del dipendente. Le aziende sempre più acquisiscono consapevolezza che attrarre e/o mantenere personale qualificato e motivato non è più solo una questione di stipendio ma anche di ambiente di lavoro.
Marcello Panizzutti, Head of Project Management - CBRE Italia
Stefania Campagna - Head of Tenat Representation Milan - CBRE Italia
Anche in Italia, la rivoluzione nel modo di vivere lo spazio in azienda, sta arrivando, anche se più lentamente rispetto ad altri paesi, per ragioni storiche e culturali. Oggi soprattutto le branch italiane delle grandi corporate globali stanno timidamente iniziando a sperimentare i nuovi modi di lavorare. Notiamo inoltre un approccio differente a seconda del settore di attività: gli studi legali e il settore bancario sono più restii al cambiamento ad eccezione di Unicredit che fra le aziende italiane è precursore nell’implementazione dello smart working; mentre le società attive nei settori Telecomunicazioni Media e Tecnologico stanno implementando format sempre più avveniristici – come gli esempi recenti di Google, Microsoft e Samsung.
Stefania Campagna - Head of Tenat Representation Milan - CBRE Italia

Per scaricacare il report completo cllica qui

* L'indagine si basa su interviste ai decision makers immobiliari di alcune grandi multinazionali , che complessivamente occupano circa 200 milioni di mq in tutto il mondo. Gli intervistati rappresentano numerose società che hanno sede principalmente in Europa occidentale o in Nord America e che operano prevalentemente nei settori bancario e finanziario, consulenza e servizi professionali, tecnologia e telecomunicazioni.