10
Luglio
2014
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Europe/Amsterdam

INVESTIMENTI ANCORA SU MA ATTENZIONE AL PRODOTTO

− Secondo trimestre 2014: investimenti immobiliari in Italia in aumento del 26% rispetto al trimestre precedente
− Secondo trimestre 2014: Italiani ancora in attesa, il 90% del capitale investito è straniero
− Primo semestre 2014: volume supera di poco 1.6 miliardi di Euro, il 20% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno

Milano 10 Luglio 2014 – L’attività immobiliare in Italia si è confermata vivace anche nel secondo trimestre del 2014, con gli investimenti che hanno di poco sfiorato il miliardo di Euro, il 26% in più rispetto allo scorso trimestre. Ciò ha portato il volume semestrale a poco più di 1,6 miliardi di Euro, una contrazione del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando l’unico deal del Qatar su Porta Nuova aveva pesato per il 30%. Ciò è quanto emerge dall’ultima ricerca di CBRE Italia.

Ancora una volta sono stati i capitali stranieri protagonisti nel trimestre, con il 90% del capitale investito. Ciò conferma sopra il 70% la loro quota sugli investimenti immobiliari in Italia anche nella prima metà del 2014. Inoltre, nel secondo trimestre circa la metà del volume investito ha rappresentato l’acquisizione di portafogli immobiliari, spingendo la quota della prima metà del 2014 al 47% del totale. L’acquisizione del portafoglio pan europeo di gallerie commerciali di Klepierre (in Italia presente con 7 gallerie) da parte di un consorzio guidato da Carrefour è stata sicuramente il portfolio deal maggiore nel trimestre, seguita dall’acquisizione di un portafoglio retail da parte di Blackstone per circa 170 milioni di Euro.

“Oggi esiste un’elevata quota di investitori con disponibilità di capitali da destinare a large ticket deals, soprattutto tra i fondi di private equity americani. In particolare, ciò consente agli investitori che entrano per la prima volta in Italia di acquisire la massa critica per creare la piattaforma in un nuovo Paese, come dimostra la strategia adottata da Blackstone. Questo sta facendo crescere la competizione tra buyers per questo tipo di prodotto, prevalentemente costituito da portafogli.” Afferma Paolo Bellacosa, Managing Director Capital Markets di CBRE Italia.

Nel secondo trimestre dell’anno i rendimenti hanno iniziato lentamente a comprimersi. I fattori che stanno favorendo questo trend sono diversi: il rendimento sui BOT decennali ormai giunto a livelli molto bassi (2,8% a Luglio 2014); il mercato della Spagna - target principale per gli investitori più propensi al rischio e che guardano i mercati secondari come l’Italia– sta subendo un progressivo surriscaldamento così spingendo gli investitori a cercare opportunità sul mercato Italiano e facendo crescere la competizione.

Solo per citare alcuni numeri significativi, il volume degli investimenti nella prima metà dell’anno – dati ancora preliminari – in Spagna dovrebbe superare i 3 miliardi di Euro, con una crescita del 121% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
“Nonostante la compressione dei rendimenti, l’immobiliare italiano rimane particolarmente attraente per gli investitori, come dimostrato dall’attività corrente che stiamo registrando sia su portafogli che su single prime e good secondary asset. Solo a titolo di esempio, nei primi sei mesi dell’anno sono stati offerti almeno 4 miliardi di Euro da fondi stranieri per acquistare i portafogli immobiliari oggi sul mercato in Italia. La liquidità è tornata ma non aspetta e se non trova opportunità è pronta a muoversi su geografie alternative.” prosegue Paolo Bellacosa.
“Ecco perché, per la seconda parte dell’anno, riteniamo che la maggiore criticità per il mercato italiano potrebbe essere rappresentata dalla carenza di prodotto più che dalla compressione dei rendimenti. Oggi la pipeline di investimenti oggetto di negoziazione, conferma la fiducia degli investitori nel nostro

Paese, una scommessa sui fondamentali macroeconomici che potranno tornare a migliorare nel futuro.”

I canali principali di creazione della nuova offerta nei prossimi mesi/anni saranno i fondi immobiliari e le banche. A titolo di esempio, tra la fine del 2014 ed il 2017 sono attesi almeno 4 miliardi di Euro dai fondi chiusi retail in scadenza, a cui potrebbe aggiungersi un ulteriore miliardo di euro dai fondi aperti tedeschi in liquidazione come Seb ImmoInvest e CSAM IMMO. Si attendono inoltre per fine anno i risultati della Asset Quality Review, da cui potrebbe essere generata una nuova offerta di prodotto, sia di repossesed assets che di NPLs, a partire dal 2015.

Alessandro Mazzanti, CEO per CBRE Italia, conclude “Siamo tornati in una fase positiva del ciclo immobiliare, pur se solo all’inizio. Affinché ciò continui e si rafforzi, è necessaria un’offerta consistente di prodotto, attraente per gli investitori, siano essi core e/o opportunistici e/o value-added. Per tale ragione l’offerta attesa nei prossimi anni, sia dai fondi in scadenza sia dalle banche, rappresenta un elemento positivo per l’intero sistema. L’espansione degli investimenti immobiliari potrà fungere da volano anche per l’attività di riqualificazione e rigenerazione urbana e per l’intera industria immobiliare”.