Milan,
26
Gennaio
2015
|
15:00
Europe/Amsterdam

MAI COSI’ AMPIO IL GAP TRA BOT A 10 ANNI E RENDIMENTI IMMOBILIARI: E’ IL MOMENTO DI COMPRARE

Riepilogo

- Il QE potrebbe accelerare la ripresa dei fondamentali economici dell’Italia e sostenere la ripresa del mercato immobiliare in corso

- Il prolungarsi di uno scenario di tassi d’interesse bassi, favorito dal QE, potrebbe rendere l’immobiliare più interessante più a lungo

L’annuncio della Banca Centrale Europea di una politica monetaria espansiva, che inizierà a marzo, allontana le incertezze che ancora gettavano qualche ombra sulla solidità della ripresa dell’immobiliare Europeo. Il programma da oltre mille miliardi di Euro almeno fino al 2016 contribuirà a mantenere bassi i tassi d’interesse e a rafforzare la posizione competitiva dell’Europa attraverso un’ulteriore svalutazione dell’Euro.

L’entità del QE annunciato dalla BCE ha superato le aspettative di molti ed il settore immobiliare nell’Eurozona potrà beneficiare nel medio periodo grazie alla scomparsa dei timori di un rischio di crescita dei tassi d’interesse e di fluttuazioni della moneta.

Alessandro Mazzanti, CEO - CBRE Italia
Uno degli effetti principali del QE che ci aspettiamo è quello di mantenere i tassi bassi per un periodo maggiore rispetto a quanto ipotizzato nel caso la politica espansiva non fosse stata implementata, così come l’effetto sui tassi di cambio. Infatti, un periodo più lungo di bassi tassi d’interesse potrebbe rendere il settore immobiliare più interessante più a lungo ed i valori degli immobili potrebbero crescere: la diminuzione attesa sui rendimenti dei bond governativi, già su livelli molto bassi, potrebbe velocizzare l’inizio della fase di diminuzione dei rendimenti immobiliari, soprattutto nei mercati più periferici come l’Italia dove la ripresa è più lenta. Inoltre, ci aspettiamo che tassi d’interesse bassi unitamente a tassi di cambio più competitivi avranno un effetto positivo sull’economia. Ciò dovrebbe riflettersi sul mercato degli utilizzatori attraverso un rafforzamento della domanda e, di conseguenza stimolare un aumento dei canoni di locazione, favorito anche, in Italia, dalla carenza di spazi di qualità. Anche le famiglie potrebbero beneficiare dal miglioramento dell’economia in generale, acquistando più fiducia sul futuro e tornando a far crescere la domanda interna e far ripartire i consumi.

Anche il recente risultato delle elezioni in Grecia non presenta un elemento di rischio elevato per la tenuta dell’Euro ed il contagio verso altri paesi periferici, grazie anche all'atteggiamento di Tsipras, che sembra propenso a rinegoziare gli aiuti piuttosto che a uscire dall'Euro.Ecco perché riteniamo che gli effetti sul mercato immobiliare saranno limitati e sicuramente non annulleranno i benefici derivanti dal QE.
Alessandro Mazzanti, CEO - CBRE Italia

Sicuramente il QE non sarà la soluzione a tutti i problemi dei Paesi Europei ma comunque avrà degli effetti positivi che, insieme all’abbassamento del prezzo del petrolio, contribuiranno a rendere più rosee le prospettive per il futuro dell’area, sicuramente migliori delle settimane precedenti.

Di contro, il timore di un prolungamento (due o più anni) della svalutazione dell’euro potrebbe influenzare le aspettative di alcuni investitori stranieri. In questo quadro ipotetico, appare plausibile che per compensare eventuali movimenti dei tassi di cambio, gli acquirenti sarebbero portati a chiedere uno sconto sull’immobiliare.